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Tre aggressioni per rapina in appena 20 minuti: due campani e un brasiliano si sono scatenati sabato pomeriggio, ma in nemmeno 24 ore sono stati rintracciati dalla polizia. E una delle vittime, arrivato in questura per la denuncia, ne ha subito riconosciuto uno.

Ore 19.10 di sabato: il giornalista di 38 anni Gianni Galeotti si trova nel cortile della casa dei genitori, in via del Mercato a Modena, quando due uomini irrompono, lo picchiano a sangue, ignorano il portafoglio che il giovane sta offrendo loro, gli prendono il cellulare e, vedendo arrivare il padre dell’aggredito, scappano su un’Alfa 166 grigia con lo specchietto retrovisore rotto. Ore 19.20, via Boccaccio, gli stessi due bloccano un ciclista, lo fanno cadere a terra, lo riempiono di pugni, gli rubano la bici e di nuovo scappano con l’auto, di cui l’uomo, un modenese 40enne, riesce a vedere la prima lettera. Ore 19.30, parco Ferrari, i due violenti rapinatori fermato un operaio ghanese 28enne, regolare in Italia, che stava passeggiando: stessa scena, stessa brutale violenza, a sparire questa volta è il portafoglio. Immediate scattano le ricerche della polizia, e ieri pomeriggio alle 16 una pattuglia individua l’Alfa. Scatta il dispositivo e con 5 auto della volante viene bloccata ogni fuga. Sulla vettura un napoletano 30enne, con lui l’amante brasiliana che vive in città. L’uomo è nervoso, gli agenti perquisiscono l’auto. Sotto il sedile trovano una maglia grigia sporca di sangue e il napoletano finisce in questura. E arriva proprio mentre il ghanese si stava recando negli uffici per firmare la denuncia. Lo straniero comuncia a gridare, puntando il dito. Ogni dubbio svanisce, non solo per la polizia, lo stesso campano decide di collaborare e fa i nomi dei complici. In manette finisce così un altro 30enne, sempre napoletano, ex pugile, nella cui casa dove da circa un mese viveva con una donna straniera, viene trovata un’altra maglia sporca di sangue. Denunciato invece un brasiliano, coetaneo, l’uomo che guidava l’auto mentre i due agivano, probabilmente, sospetta la polizia, sotto effetto di sostanza stupefacente.


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