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Il discorso del vescovo Zuppi in occasione della festa del patrono, San Petronio

Bologna oggi ha festeggiato il suo Santo patrono.

“Vogliamo una chiesa senza barriere fisiche ma soprattutto, e dipende da ognuno di noi, senza quelle invisibili che sono la solitudine, il pregiudizio, l’indifferenza. La paura suggerisce di alzare barriere, ma non sono queste a darci sicurezza, perché alla fine ci isolano”. Parole dell’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, nell’omelia per la festa di San Petronio. “Iniziamo oggi non a caso proprio in questa chiesa che rappresenta la nostra città – ha detto, citando don Mario Campidori, fondatore del ‘Villaggio senza barriere’, struttura di accoglienza sull’Appennino – la scelta di abbattere le barriere che sono muri per chi ha difficoltà! Quanti dobbiamo buttarne giù! Se ne accorgono, e come!, chi li deve affrontare”. Zuppi ha poi invitato i bolognesi a aiutare la città “rendendola migliore con l’attenzione, la cura, disarmando con l’amore i cuori aggressivi. Impariamo a custodirci, come è avvenuto a Borgo Panigale con tanta efficacia e competenza, che richiede sacrificio e preparazione”. Bologna, ha detto ancora “ha sempre avuto una grande capacità di adottare l’altro. Si diventa bolognesi facilmente! Come diceva Papa Francesco: è dotta, ma non saccente. La caratteristica che più le viene attribuita è la bonomia, cioè la bontà del cuore, la semplicità di modi, la mitezza che spinge per la comprensione, nostra vera forza, figlia della humanitas che nasce dal vivere il Vangelo nella storia. La bonomia è assai diversa da buonismo che ne è la caricatura e la deformazione. Non ne vedo, senza rimpianti, molto in giro!”. San Petronio, ha aggiunto “ci ricorda, mostrando la città tutta intera, che nessuno è un’isola e quello che facciamo pur piccolo ha sempre una conseguenza. E nell’amore niente è piccolo e questi è sempre un piccolo seme che cresce. I portici, spazio di accoglienza e protezione offerto a chiunque, dove pubblico e privato coincidono, sono responsabilità degli abitanti della casa cui appartengono, ai quali è affidata la manutenzione”.


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