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In un documento presentato in Giunta si annuncia la delocalizzazione della produzione nel 2022. In via Zarlati previsti lavori di riconversione per 8 milioni. “Un piano industriale – dice l’assessora Vandelli – coerente con la bonifica dell’area”

Delle Fonderie Cooperative di Modena resterà solo il nome. Cambio di programma clamoroso quello presentato alla Giunta in un documento votato nel corso dell’ultima assemblea che di fatto cambia completamente l’iter previsto. Una svolta storica per l’area di via Zarlati, da tempo al centro delle polemiche con i residenti per via degli odori e delle emissioni dell’impianto. A fine gennaio 2022, quando scadrà l’autorizzazione, è stato dunque deciso che la produzione lascerà Modena e si sposterà nel padovano. A Modena resteranno attività di finitura e lavorazioni accessorie, verrà utilizzato un capannone di circa 4mila metri quadrati. La riconversione avrà un costo importante: 8 milioni di euro.

Rassicurazioni arrivano anche per i 112 dipendenti: 80 troveranno posto nella nuova attività a Modena, per altri si apriranno pensionamenti e turnover. Soddisfazione viene espressa dall’amministrazione comunale, che ricorda che l’area di via Zarlati verrà bonificata e diventerà residenziale

 


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