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L’appuntamento annuale organizzato dall’università di Modena e Reggio Emilia per fare conoscere a tutta la città i segreti della ricerca portata avanti nel nostro ateneo

Sono circa 300 i ricercatore strutturati all’università di Modena e Reggio Emilia. A questi si deve aggiungere un esercito di dottorandi, laureandi, precari senza i quali la ricerca nel nostro ateneo non potrebbe andare avanti. Il 47 per cento dei gruppi di ricerca modenesi reggiani hanno collaborazioni internazionali. Un lavoro poderoso portato avanti con entusiasmo, che si scontra però con fondi non sempre sufficienti e retribuzioni risicate

Accendere una luce sulla ricerca. Va in questa direzione l’appuntamento ormai consolidato atteso per venerdì 28 settembre che porta fuori dai laboratori il prezioso lavoro di centinaia di esperti. La notte dei ricercatori prenderà vita a Modena presso i complessi di San Geminiano, San Paolo e al teatro anatomico, a Reggio Emilia al Tecnopolo e a Mantova alla Fondazione UniverMantova. Oltre 60 gruppi di ricerca faranno scoprire i segreti del futuro più imminente, dall’intelligenza artificiale alle nuove frontiere del riciclo dei rifiuti, ai segreti della vita degli insetti, ai temi più attuali di economia.


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