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Tantissime le critiche, in particolare dalle donne, sia attiviste che parlamentari. A Modena la levata di scudi è partita dall’Udi

Un disegno di legge che introduce la cosiddetta “bigenitorialità perfetta”: in pratica, in caso di separazione di una coppia, il mantenimento dei figli, il loro affido e di conseguenza i costi ed il tempo passato con loro, devono essere equamente divisi tra padre e madre. Arrivato in commissione Giustizia del Senato lo scorso 10 settembre, il disegno di legge a prima firma Pillon, il senatore leghista noto per le sue prese di posizione contro le unioni civili e l’aborto, è stato da più parti accusato di essere maschilista e andare contro le donne che si trovano in situazioni più deboli, oltre che a non guardare al supremo interesse del minore. A dare battaglia al testo in discussione, anche un gruppo di avvocate civiliste milanesi, che parlano di un salto indietro di 50 anni. A Modena a dire no, sottolineando i punti controversi del disegno di legge, sono state diverse associazioni, tra cui Udi, Casa delle donne contro la violenza, Differenza maternità e Gruppo donne e giustizia. Sul disegno di legge Pillon è in corso un confronto all’interno della maggioranza. Dopo le polemiche, i 5 stelle sono intervenuti con una nota in cui dichiarano di voler cambiare alcuni aspetti e specificando che non intendono dare il proprio appoggio se prima non saranno fatte modifiche consistenti al provvedimento. Provvedimento che, secondo le esponenti del Pd, “stravolge il diritto di famiglia vigente” in Italia.


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