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I funerali si don Sergio mantovani, per tutti don Ruspa. Il ricordo di Giulio De Angelis

“Io sono un prete vecchio, peccatore contento”, con questo biglietto da visita don Sergio Mantovani, in arte Don Ruspa si presentò tre anni fa al vescovo di Modena Erio Castellucci. Era di questa pasta il parroco di Santa Caterina. E chissà cosa direbbe nel vedere l’oceano di persone che è venuto a salutarlo nella sua parrocchia. Lui con il volto rivolto alla croce ma prima ancora con lo sguardo tra la sua gente che oggi a centinaia ha voluto dargli l’ultimo saluto.
La bara chiara, senza ornamenti, soltanto il vangelo compagno del lungo viaggio di un sacerdote bambino e nonno, come l’ha definito il vescovo nella sua omelia. Un discorso limpido che ha tratteggiato il carattere di un sacerdote di quartiere ma prima di tutto di un uomo.
La chiesa straripante, impossibile contenere tutti, tanto che si è dovuto allestire uno schermo gigante nel cortile, il manifesto colorato con il saluto dei bimbi della scuola materna e degli anziani della struttura a fianco. Questo era il mondo di don Sergio accanto a quello della Ferrari delle del corse suua grande passione in tanti gli appassionati e i dipendenti della casa del Cavallino presenti in Santa Caterina

Il ricordo di Giulio De Angelis, padre del pilota di Formula 1 Elio scomparso nel 1986 a causa di un incidente in gara, che fu rapito nel 1988 e poi liberato: il parroco si offrì al suo posto ai rapitori.


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