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Quasi completata la ricostruzione abitative ed economica, restano i centri storici e le chiese

La nuova piazza di Medolla è solo l’ultimo tassello di una Bassa che si rimette in moto dopo il sisma del 2012. Solo pochi giorni fa ad inaugurare erano stati la Torre Castellina e il Largo Posta a San Felice. I centri storici restano i grandi malati del terremoto con le ferite più gravi e gli edifici e i monumenti protetti da vincolo che impongono procedure più lente, ma come dimostrano queste inaugurazioni qualcosa finalmente si muove. Sul fronte abitativo a Mirandola la rinascita sfiora il 93%. Ammontano infatti a oltre 428 milioni di euro i contributi Mude concessi nella sola città di Pico per la ricostruzione delle abitazioni private, di cui più di 134 milioni per il centro storico. Oltre mille le ordinanze emesse pari al 92,4% delle domande accettate a prova di un percorso ormai completato. Da ricostruire restano ancora molte chiese, il duomo di Carpi e quello di Mirandola e Sant’Agostino a Modena sono le prime grandi riaperture a sei anni dal terremoto. Ben più veloci sono state invece le attività produttive con molte aziende ritornate a casa dopo aver delocalizzato altrove subito dopo le scosse, è il caso della Meta di San Felice che ha inaugurato venerdì il nuovo stabilimento ricordando le tre persone morte sotto le macerie. Il dolore non si dimentica, ma per rinascere davvero i sindaci del territorio chiedono investimenti in infrastrutture, a cominciare dalla Cispadana, opera il cui destino è di nuovo incerto.


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