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Deposta una cesta di girasoli da parte dell’amministrazione comunale di Modena nella cappella del cimitero di Montale

Il Luciano intimo e quello universale. Gli 11 di Luciano Pavarotti ed i 150 di Gioachino Rossini. Questo 2018 ha unito i due anniversari della scomparsa sottolineando ulteriormente il profondo legame tra le due immense figure. Con lo Stabat mater rossiniano di cui big Luciano fu raro e memorabile interprete sono cominciate le celebrazioni per il grande tenore. Ad interpretare il concerto d’apertura un quartetto vocale di notevolissima qualità, forse il migliore ipotizzabile oggi, con Eleonora Buratto, Marianna Pizzolato, Celso Albelo e Michele Pertusi. L’Orchestra è la Filarmonica Italiana, il Coro quello del Comunale.
Modena ricorda il “suo” tenorissimo”, con i colori e la varietà dei linguaggi che abbracciano l’intero arco delle passioni e della curiosità per sempre giovane del maestro. Nel giorno dell’anniversario, come da tradizione, la Santa Messa nella chiesa del Monastero di Baggiovara e la deposizione di una cesta di girasoli da parte dell’amministrazione comunale di Modena nella cappella del cimitero di Montale. Erano presenti Cristina, figlia del Maestro, e Carla, cugina di Pavarotti. Poi la presentazione del libro di Micaela Magiera, figlia di Mirella Freni, “La bambina sotto il pianoforte” che contiene tante pagine dedicate allo ‘zio Luciano’, mentre alla Casa Museo di stradello Nava è un via vai entusiasta di visitatori e amici per vedere il murales dell’artista Mauro Roselli con il volto di Luciano appena completato. Momento clou questa sera di nuovo al teatro Comunale con il pianista Stefano Bollani, chiamato a proporre una serie di sue fantasie sull’opera lirica, e poi l’evento del 12 ottobre, giorno del suo compleanno.


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