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Il viceministro Garavaglia assicura che verranno bloccati “solo i soldi non ancora spesi”: parole che fanno ben sperare Modena

Mentre il parcheggio nord della Stazione si rifà il look, e il tratto di via Canaletto lì davanti si trasforma in boulevard; mentre la viabilità nei dintorni cambia forma, si amplia, e Hera ne approfitta per sostituire qualche tubatura, ecco la tegola: secondo il nuovo Governo il Bando Periferie, che finanzia la complessa opera di rifacimento dell’Area Nord di Modena, va bloccato per due anni. E nonostante il Comune sia stato celere, presentando il progetto tra i primi 24 d’Italia già lo scorso marzo, comincia a temere che parte di esso possa slittare assieme ai 96 ancora in attesa di partire. Il Decreto Milleproroghe, all’emendamento 13.2 del secondo testo, dice testualmente che “i Comuni dovranno rimodulare gli impegni di spessa e i connessi pagamenti”. Il viceministro Garavaglia assicura che verranno bloccati “solo i soldi non ancora spesi”: parole che fanno ben sperare Modena, ma non la tranquillizzano del tutto perché molti lavori devono ancora cominciare.

A quanto pare, per finanziare le promesse elettorali si ritorna alla finanza creativa – dice il sindaco Muzzarelli – e si colpiscono i Comuni, non solo bloccando le grandi opere, ma anche le rigenerazioni urbane e gli investimenti sulle periferie, alla faccia del consumo zero di territorio e della lotta al degrado per la sicurezza urbana”. E il sindaco continua: “Poiché noi siamo stati tra i primi e più bravi (sesti nella prima graduatoria nazionale di 24 città), Modena è toccata solo marginalmente, ma rischiamo anche noi di perdere una quota dei fondi per la riqualificazione della fascia ferroviaria nord della città dove i cantieri sono già stati avviati e altri sono pronti a partire in settembre (dal Data Center alla palazzina di Abitare sociale fino a nuovi interventi sulla viabilità) e, in ogni caso, siamo di fronte a un atto contestabile sotto ogni profilo, di principio, politico e giuridico e, anche per evitare assurdi contenziosi e ritardi agli investimenti, ci auguriamo che il Governo e la Camera dei Deputati – conclude Muzzarelli – cancellino l’emendamento colpevolmente approvato al Senato con il voto della maggioranza gialloverde”.


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