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Il faro domina l’Alta Valle del Reno da quando il corredo di una campana e di un orologio

Domina l’Alta Valle del Reno da quando il corredo di una campana e di un orologio, che trovarono la loro collocazione sulla sommità di un piccolo edifico, vennero sostituiti dalla tradizionale luce guida. Il faro dei Caduti della Montagna di Gaggio Montano, struttura unica nel suo genere per le aree montane italiane, è nato così. La posa della prima pietra è avvenuta negli anni ’50, quando il sindaco di allora, Arnaldo Brasa, adottò il progetto firmato dall’ingegner Rinaldi che diede al Sasso di Rocca una nuova veste installando il faro. Oggi quella struttura è tornata al suo antico splendore grazie a un restauro che ha consentito la messa in sicurezza di intonaci, ringhiere muretti. I lavori, resi possibili grazie a una raccolta fondi che coinvolto istituzioni e cittadini, hanno segnato il primo giro di boa lungo il percorso che porterà al restyling definitivo, prima tappa celebrata con un taglio del nastro a cui hanno preso parte il sindaco Maria Elisabetta Tanari, l’assessore comunale al Turismo, Enrico Della Torre, e i vertici di Confcommercio – Ascom di Bologna. Per ultimare la fase successiva serviranno altri 15mila euro, sarà così possibile potenziare l’impianto di illuminazione del faro e sostituire campana e orologio. Le opere di valorizzazione prevedono inoltre l’installazione di una fontana e di piante decorative. Nel frattempo turisti e cittadini potranno continuare a godere a dello splendido panorama che il faro, vero simbolo di Gaggio Montano, offre da sempre a chi è in cerca di un luogo speciale.


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