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L’eclissi più lunga del secolo è diventata inevitabilmente anche un fenomeno immortalato sui social network

Una serata con il naso all’insù, per ammirare la luna di sangue, ma anche con lo sguardo rivolto al cielo e filtrato dallo schermo dello smartphone. L’eclissi più lunga del secolo è diventata inevitabilmente anche un fenomeno immortalato sui social network. Tantissimi gli utenti di Facebook, Instagram e Twitter che hanno postato foto della luna rossa che faceva bella mostra di sé vicino a Marte, commentando uno show di dimensioni planetarie. Molte le immagini inviate anche nei gruppi del nostro territorio, primo fra tutti Sei di Bologna se. Naturalmente la maggioranza ritrae il satelite rosso per una sera vicino al pinaeta rosso per eccellenza, l’immagine simbolo di questo spettacolo, intervallta però con altre più suggestive, come quella di Bolognatour con la Luna che fa da sfondo alla Torre degli Asinelli, o con quelle che privilegiano l’ironia, per esempio la Luna sostiuita da una fetta di salame piccante proposta dal Marco Attanasio, o da una bolognesissima mortadella dietro a San Luca come suggerisce Fabrizio Pambianchi. Ed è stata una serata particolare anche per chi lavorava, come i Vigli del Fuoco impegnati nel turno di notte: tra loro Leonardo Piol, che ha immortalato l’eclissi direttamente dal Comando provinciale di via Ferrarese. Tra gli appuntamenti più seguiti c’era quello organizzato a Fico, dove grandi e piccini hanno aspettato l’eclissi prendendo familiarità con i telescopi assistiti dai professioisti dell’Associazione Astrofili Bolognesi, e quello al parco Ca’ Bura organizzato dall’Osservato di Astrofisica e Scienza dello Spazio di Bologna, dove l’alta affluenza è documentata anche da alcune foto sul gruppo sei di Corticella se, come quelle di Cesare Costantino. Ma da questo punto di vista i problemi maggiori si sono vertificati in zona Colli. In tantissimi hanno infatti scelto San Luca e dintorni per contemplare il cielo e gustarne lo spettacolo, il fatto però è che quando è finito e tutti si sono mossi per tornare in città si è creato un grande ingorgo di auto, che come testimonia il gruppo dei si Costa Saragozza se ha di fatto bloccato il traffico della zona rovinando l’atmosfera che questo fenomeno suggestivo da record era riuscito a creare


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