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Il progetto di candidare i portici a patrimonio dell’umanita’ Unesco non verrà abbandonato dal Comune, che consegnerà il dossier definitivo al ministero dei Beni Culturali nel settembre 2020

“Stiamo lavorando per riprendere e completare il percorso di candidatura e in questo, ne abbiamo avuto conferma recentemente, saremo supportati anche da altre istituzioni cittadine per quanto riguarda il co-finanziamento”. Il Comune di Bologna non abbandona il progetto di candidare i portici a patrimonio dell’umanità Unesco, e la conferma è arrivata dalle parole dell’assessore all’Urbanistica Valentina Orioli, rispondendo in aula alle contestazioni della capogruppo della Lega a Palazzo D’Acccursio, Francesca Scarano, che ha parlato di “farsa” per descrivere il lungo iter della candidatura. “Dal punto di vista temporale – ha aggiunto – pensiamo di consegnare il dossier definitivo al ministero dei Beni culturali nel settembre 2020″. “Durante lo scorso mandato amministrativo è stato predisposto molto materiale per costruire il dossier di candidatura, con l’obiettivo della consegna al ministero al 30 settembre 2018, che non e’ per – ha spiegato Orioli – una scadenza assoluta ma un obiettivo che ci eravamo dati”, replica Orioli. “Recentemente ho ripreso le fila di questo lavoro, e per prima cosa riaperto l’interlocuzione con gli uffici del ministero”. Ed è qui, nell’interlocuzione, con il nuovo governo, che emergono le novità più recenti: “Attraverso il confronto con il ministero abbiamo capito che alcune regole stanno cambiando – ha detto l’assessore – e dal prossimo anno ogni paese potrà selezionare un solo sito da proporre alla candidatura, mentre prima se ne sceglievano due. I cambiamenti non riguardano però soltanto aspetti procedurali, ma anche gli orientamenti generali di Unesco, sul genere di beni da iscrivere alla World Heritage List”. Nessun ostacolo però, secondo Valentina Orioli: “Da questo punto di vista, ci sembra che i portici siano ancora un tema capace di raccogliere interesse, non tanto e non solo per il loro valore storico-architettonico, ma anche perche’ rappresentano uno degli elementi che strutturano l’organizzazione della città – ha riferito in conclusione del suo intervento – e quindi in un certo senso sono rappresentativi non soltanto della forma urbis, ma anche della forma delle relazioni sociali, di un modo di vivere e di rappresentarsi che e’ proprio della citta’ di Bologna”.


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