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Non saranno possibili ricongiungimenti familiari nei cosiddetti alloggi di transizione: lo stabilisce la giunta Merola. Chi non accetterà, verrà depennato dalla lista di chi è in attesa di una casa

Niente ricongiungimento familiare per chi vive nei cosiddetti alloggi di transizione, gli appartamenti messi a disposizione dal Comune di Bologna per chi e’ in situazione di crisi abitativa. Sistemazioni che, tra l’altro, non potranno essere rifiutate, pena l’esclusione per un anno dall’elenco ‘riservato’. A stabilirlo e’ la Giunta Merola, nel nuovo regolamento ad hoc per l’utilizzo degli alloggi di transizione, approvato nella seduta di martedi’ scorso. All’articolo 10 del regolamento e’ specificato che, proprio “data la transitorieta’ della concessione, esito peculiare del progetto, e per i motivi previsti dalla normativa (idoneita’ dell’alloggio per numero dei componenti del nucleo), non potra’ essere effettuato il ricongiungimento familiare all’interno dell’alloggio di transizione”. Allo stesso tempo, la persona destinataria dell’appartamento di emergenza, “a causa della penuria delle abitazioni rispetto alle richieste dei servizi territoriali competenti- precisa il Comune- non potra’ rifiutare l’alloggio che verra’ proposto”. In caso di mancata accettazione, stabilisce Palazzo D’Accursio, “il nucleo familiare verra’ depennato dall’apposita lista-elenco per un periodo di 12 mesi, nel quale non potra’ essere ripresentato alle riunioni dell’Equipe Casa”. Con una delibera approvata a inizio anno, la Giunta Merola ha definito “le nuove modalita’ organizzative dell’intervento socio-assistenziale e di emergenza-transizione abitativa”. Con quel provvedimento, tra le altre cose, sono state “ridisegnate le competenze dell’Equipe Casa, organismo multisettoriale deputato a decidere sulla concessione degli alloggi di transizione


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