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Dopo Caleidos anche i migranti richiedenti asilo a Modena lamentano ritardi nel versamento del food money. I modenesi divisi sul caso della nave Acquarius.

Il problema si ripropone a cicli da un paio d’anni ormai: i richiedenti asilo aspettano il cosiddetto pocket money – e ancor di più il food money, ossia il gruzzoletto giornaliero per comprarsi da mangiare – ma questo non arriva, perché a sua volta la cooperativa sociale che li accudisce – in questo caso Caleidos – non li riceve dalla Prefettura, che a sua volta li aspetta dal Viminale. Solo che nel frattempo la guida del Ministero dell’Interno è cambiata: adesso c’è Matteo Salvini, che pochi giorni fa ha gridato “è finita la pacchia” avendo come bersaglio i recenti migranti e ancor più il sistema che li gestisce. E in questo sistema qualcuno comincia a pensare che i soldi non siano bloccati per caso. Lo si legge nei cartelli esposti dai COBAS che hanno accompagnato un gruppo di richiedenti asilo davanti alla prefettura; richiedenti che lamentano mesi di ritardi nell’erogazione dei contributi spettanti, e una cui delegazione è stata ricevuta dal Prefetto. Caleidos, gestore principale sul territorio con oltre mille migranti affidati, ha già lanciato l’allarme a mezzo stampa un paio di giorni fa e come accadde lo scorso anno non può esporsi ulteriormente. Intanto, assieme ai fondi è rimasta bloccata anche la strada davanti alla prefettura, via Martiri della Libertà, chiusa per necessità al traffico dalla Polizia Municipale praticamente tutta la mattinata. Ora Prefettura, Caleidos e i richiedenti asilo aspettano i fondi dal Viminale, consapevoli però di come la pensa l’uomo che quei fondi dovrà autorizzarli.

Nel frattempo i Modenesi sono divisi, non meno degli italiani, sulla decisione da parte del Ministero dell’Interno di respingere la nave Aquarius con a bordo oltre 600 migranti. Ascolta i commenti.

E sulla nave Acquarius interviene l’europarlamentare Cecile Kyenge.


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