in:

Toni accesi, nonostante le poche certezze, in quella che ha assunto – ieri sera a Veggia di Casalgrande – i profili classici di una lite di paese

Toni accesi, nonostante le poche certezze, in quella che ha assunto – ieri sera a Veggia di Casalgrande – i profili classici di una lite di paese. Lite che gravita attorno allo stabile destinato ad accogliere il nuovo centro islamico, lo stesso in cui lo scorso 21 aprile venne trovata una testa mozzata di maiale sul cancello d’ingresso. A nulla sono servite le ripetute rassicurazioni di Hicham Ouchim, il responsabile di una comunità che si definisce “radicata da ormai vent’anni del territorio, sua amica, e per nulla intenzionata a realizzare una moschea”, avendo come riferimento quella di Sassuolo – l’altro comune su cui gravitano i potenziali avventori del futuro centro. Parole che non hanno placato neppure l’ira del parroco di Veggia, Don Carlo Taglini, che si è accodato ai cittadini in rivolta sostenendo che nella frazione gli stranieri siano già troppi e proponendo che nello stabile vengano invece realizzati alloggi per i poveri. In una sala affollatissima il sindaco Alberto Vaccari ha presentato atti formali del consiglio comunale di Casalgrande, ribadendo che non esiste nessun “progetto moschea”; cercando di ridurre la tensione a tratti altissima attorno ai referenti della comunità islamica; infine, puntando il dito sulla manipolazione politica del tema e sulla diffusione incontrollata di dettagli – per ora infondati – sul futuro del centro islamico di Veggia.

 


Riproduzione riservata © 2018 TRC