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All’indirizzo www.archivioluce.com una scelta di immagini dagli anni ’20 ad oggi semplicemente ineguagliabile.

Siamo andati a scavare nel neonato Archivio Luce, il portale che rende disponibili con un click tutti i video realizzati dall’Istituto Luce sin dagli anni Venti e ora completamente digitalizzato e accessibile. Soprattutto per scoprire cosa c’è, al suo interno, della città di Modena.

Rivivere i momenti cardine di un glorioso passato, dai motori alle personalità di altre epoche passando per la nascita delle grandi infrastrutture, non è mai stato così semplice. L’archivio storico dell’Istituto Luce è diventato pubblico e accessibile tramite internet, offrendo all’indirizzo www.archivioluce.com una scelta di immagini dagli anni ’20 ad oggi semplicemente ineguagliabile. Capace di mostrarci un Enzo Ferrari del 1950 o un Pavarotti del ’66, impegnato nel Rigoletto; ma anche Mirella Freni, i caroselli per il trecentesimo anniversario dalla morte di Alessandro Tassoni, e perle di modenesità perdute nel tempo. Il Re Vittorio Emanuele III in visita ai cadetti dell’Accademia, la nascita della stazione centrale – al tempo stazione provinciale dei treni elettrici – e ancora, la bonifica sulle rive del Secchia, le gare ciclistiche e motociclistiche con relativi scorci di Appennino. Una miniera d’oro documentale che sin dalle prime ore della sua apertura ha fatto registrare decine di migliaia di accessi tra documenti cruciali dal punto di vista storico e chicche imperdibili.

 


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