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Tra modenese e reggiano muore mito Emilia rossa. Boom M5s nel sassolese. In feudo Richetti, coalizione Pd è terza

E’ tra Modenese e Reggiano – al centro di quella che dal dopoguerra al voto di ieri è stata una
delle zone simbolo della sinistra italiana – che il tonfo del Partito Democratico è stato più forte. A Fiorano, feudo del responsabile comunicazione Pd, Matteo Richetti, il candidato sostenuto dai dem – l’ex ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio ai tempi del Governo Renzi, Claudio De Vincenti – è solo terzo col 26,35% dei voti dietro a Centrodestra (30,56% – con la Lega al 18%) e 5Stelle (37,69). Nel 2013 il centrosinistra qui prese il 36,84%.  Ma in generale è in tutta la zona della ceramica, il sassolese, che il Pd è tracollato, schiacciato come di fatto nella maggior parte della regione, dal boom (più atteso) della Lega e da quello (più a sorpresa) dei 5Stelle. Poco distante, ma in provincia di Reggio, altra sconfitta rumorosa è quella a Casalgrande, dove è stato sindaco il responsabile organizzazione nazionale del Pd, Andrea Rossi, e dove il Pd dell’Emilia-Romagna tiene da anni la sua festa dell’unità regionale: nel 2013 il centrosinistra guidato da Pier Luigi Bersani superò il 40% col Pd oltre il 39. Ieri i voti Pd si sono fermati al 25,05, con la coalizione al 27,5%, surclassata dal Movimento 5 Stelle al 38,34%.


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