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Disastro Ferrari a Singapore, con la carambola in partenza fra le due rosse e Max Verstappen che spalanca a Lewis Hamilton le porte del Mondiale.

Rischia di essere uno degli incidenti più contestati nella Storia della Formula 1: una sorta di miracolo dal punto di vista di un Lewis Hamilton, bloccato dietro Red Bull e Ferrari troppo veloci per la sua Mercedes, una volta tanto, e improvvisamente primo grazie alla carambola distruttiva del Cavallino Rampante dopo appena cento metri al GP di Singapore. Raikkonen passa a sinistra, e ha la sfortuna di azzeccare una gran partenza nel giorno sbagliato; Vettel stringe per entrare in curva da primo e lì in mezzo c’è Max Verstappen, che non frena, dirotta su Raikkonen e scatena la carambola. Tutti e tre fuori, come il focoso pilota Red Bull dichiarerà dopo l’incidente manifestando la propria soddisfazione; il resto è accademia: una lunga cavalcata verso la vittoria per Hamilton che stacca Vettel di 28 punti in testa al Mondiale nel giorno che poteva essere d’oro per il tedesco, con la concreta possibilità di mettere ben tre monoposto tra la sua e quella del rivale. A sei gare dalla fine i giochi non sono chiusi, ma il rischio è che Singapore sia un’occasione da rimpiangere. Anche perché il lavoro dei meccanici della Rossa era stato prodigioso, dalla sconfitta senza appello di Monza alla bellissima pole position di Vettel: assurdo gettare via tutto in questo disastro. Nel dopo gara gli opinionisti si spaccano: per Marc Gene la colpa è di Verstappen, per Jacques Villeneuve è di Vettel, per Zapelloni di Raikkonen che avrebbe dovuto partire più prudente sapendo che la prima curva era a sinistra e che l’unica cosa importante era ed è la lotta di Vettel per il Mondiale. Tutte parole ormai, in attesa dei commissari che comunque non potranno alterare l’esito del Gran Premio più storto dell’anno.


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