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In uno scambio di lettere Làbas ha scritto al sindaco per chiedere una continuità temporale “per evitare che l’esperienza di Làbas venga dispersa”

Concluso senza incidenti il corteo contro lo sgombero del collettivo Labàs dall’ex caserma di via Masini – manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 5 mila all’inizio circa 7 mila alla fine, riprendono le trattative per individuare nuovi spazi per le attività del centro sociale. A breve è previsto un incontro tra le parti per verificare se gli spazi dell’ex convento che si trova in vicolo Bolognetti ha le caratteristiche giuste per ospitare i ragazzi del collettivo, sempre che questi ultimi siano d’accordo sul trasferimento. In uno scambio di lettere Làbas ha scritto al sindaco per chiedere una continuità temporale “per evitare che l’esperienza di Làbas venga dispersa” e uno spazio adatto collocato nel quartiere Santo Stefano. Il sindaco Virginio Merola ha risposto per confermare la volontà di avviare un “percorso di coprogettazione sugli spazi e si è detto disponibile ad individuare una soluzione transitoria entro due mesi. Da qui l’idea degli spazi di Vicolo Bolognetti. L’ex presidente del quartiere San Vitale, Milena Naldi, esprime le proprie perplessità al trasferimento del centro sociale. “Questo posto non ha certo l’ampiezza della Staveco o della ex caserma di via Orfeo – dice Milena Naldi , noi avevamo immaginato una specie di Sala Borsa delle associazioni culturali”. Uno degli ultimi ordini del giorno approvati dal quartiere San Vitale, infatti, era quello di indirizzare Vicolo Bolognetti verso la nascita di un polo culturale, col vicino Teatro San Leonardo. “I ragazzi di Làbas non potranno trasferire lì la pizzeria e la birreria – dice l’ex presidente del Santo Stefano, Ilaria Giorgetti – non è un posto adatto e tra l’altro è troppo vicino a Piazza Verdi”.


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