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Si avvicina a grandi passi il referendum che in queste settimane ha messo di fronte il comitato del “Si” e quello del “No” e che domenica 10 settembre chiamerà al voto i carpigiani

Manca poco ormai alla chiamata alle urne per i cittadini di Carpi, domenica si decide il futuro di Aimag con il referendum consultivo comunale e i carpigiani dovranno esprimersi in merito alla vendita delle azioni della multiutility da parte del Comune e rispetto al tema di eventuali fusioni o aggregazioni con altre multiutility del settore. I fronti, quello del Si e del No, sono sulle barricate. Il quesito è questo, testualmente riportato: “Volete che il Comune di Carpi non venda le azioni Aimag e che esprima il voto contrario, nell’assemblea dei soci, ad operazioni di incorporazione o fusione societaria?” Il comitato promotore del “Si” si è da sempre dichiarato contrario ad un’eventuale incorporazione di Aimag in Hera, ipotesi sul piatto insieme all’accordo con la mantovana Tea per un’aggregazione fra le due società. Possibilità caldeggiata anche dai sindaci della bassa. Sostengono il “SI” al referendum il Comitato Acqua pubblica, Fratelli d’Italia, Carpi Futura, Lega Nord, Articolo uno, Sinistra Italiana, Comitato Carpi differente per il Si, Movimento 5 stelle e il consigliere del gruppo misto Roberto Arletti. Il portavoce è Roberto Galantini che ha contestato anche la data del 10, fissata a suo dire con troppo anticipo. “Non era necessario – ha detto Galantini – scegliere la prima data dopo il termine che va dai 30 ai 60 giorni dalla consegna delle firme raccolte”.  Il Comitato per il No, invece, spinge, per la fusione. Secondo chi sostiene “Meglio il No” le Multiutility di piccole dimensioni non riescono a stare al passo con il mercato e con le nuove norme, come quella del gas ed un accordo tra Aimag e Tea è possibile e auspicabile. Da questa parte, capitanati dal promotore Rossano Bellelli, ci sono il Pd, alcuni esponenti della lista civica Carpi 2.0 e tra i nomi si legge anche quello dell’ex presidente di Aimag Mirco Arletti.  Il confronto, serrato, a Carpi continua anche in queste ore. Intanto sono arrivate le note tecniche sul voto. Non sarà necessaria la tessera elettorale (unico caso è quello in cui chi deve votare abbia bisogno di assistenza) ma sarà sufficiente la carta d’identità. Ad avere diritto ad esprimersi sono i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune e tutti i residenti non cittadini italiani iscritti all’anagrafe da almeno un anno purchè abbiano almeno 16 anni, al voto anche gli italiani residenti che al momento del voto abbiano tra i sedici e i diciotto anni. Le urne resteranno aperte dalle 8 alle 20 di domenica, notizia di servizio: i seggi 1-2-4 e 9 verranno trasferiti a Palazzo Scacchetti


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