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Convalidato il fermo per i quattro accusati degli stupri di Rimini. I tre minorenni restano in carcere al Pratello

E’ stato convalidato dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Bologna, Anna Filocamo, il fermo dei tre minorenni accusati degli stupri di Rimini. Per i due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e per il nigeriano di 16 anni è stata decisa la custodia cautelare in carcere con divieto di comunicare. Durante gli interrogatori, nei quali sarebbero emersi particolari agghiaccianti sulle violenze, tutti avrebbero cercato di scaricare la responsabilità materiali degli abusi. Cosa che a Rimini avrebbe fatto anche l’unico maggiorenne, il 20 enne congolese Guerlin Butungu, che cambiando versione rispetto alla precedente, in cui aveva sostenuto di essersi addormentato, si sarebbe difeso dicendo di aver trattenuto il polacco mentre i tre minori violentavano la ragazza. Per lui convalida dell’arresto a Rimini, col Gip che si è riservato di decidere la misura cautelare. Dei tre minorenni ora rinchiusi al Pratello nessuno ha negato la partecipazione alle efferate violenze ai danni dei turisti polacchi e della trans peruviana, confermando in gran parte il racconto delle vittime, ma si sarebbero attaccati a vicenda, oltre ad accusare Butungu. L’avvocato del 16 enne nigeriano, Giovanna Santoro, dice che il suo assistito ha capito la gravità dell’accaduto e si è detto pentito. Pentimento che però non sarebbe stato ravvisato all’interno dell’interrogatorio, nel quale invece sarebbero emersi particolari terribili, sulle modalità e sul ripetersi delle violenze sessuali, tali da non poter essere commesse da una sola persona. I quattro, sui quali pendono precedenti per furti e rapine, sono accusati di diversi reati. Per la sola violenza di gruppo rischiano fino a un massimo di 12 anni di reclusione. Per il tribunale bolognese è stata una giornata dura sul piano emotivo anche per la scomparsa di Francesco Negro, che avrebbe dovuto fare da assistente all’udienza, scomparso in un incidente stradale. Decesso scoperto solo questa mattina. Alla famiglia il cordoglio del presidente Spadaro e di tutto il personale del Tribunale, che è riuscito comunque a garantire il regolare svolgimento dell’udienza


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