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Sequestro di dieci fabbricati ad uso residenziale e commerciale, due opifici industriali, undici terreni e liquidità aziendali, per un valore di oltre 4 milioni di euro.

Sequestro di dieci fabbricati ad uso residenziale e commerciale, due opifici industriali,
undici terreni e liquidità aziendali, per un valore di oltre 4 milioni di euro. E’ quanto eseguito dalla Guardia di Finanza di Forlì a conclusione delle indagini delegate dalla procura della
Repubblica di Forlì in merito al fallimento di un’azienda con sede legale a Savignano sul Rubicone operante nel settore della rivendita di materiali per l’edilizia. Accertate presunti reati
di “bancarotta fraudolenta distrattiva e/o dissipativa” e di bancarotta semplice commessi dall’amministratore unico, dal fratello di quest’ultimo e dalla socia. La Procura forlivese ha
perciò emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 3 responsabili (G.P., 58 anni, l’ex moglie E.M., 60 anni, e il fratello P.P., 69 anni, tutti
residenti a Savignano Sul Rubicone) per i reati di bancarotta fraudolenta e semplice aggravata per i quali sono previste pene detentive fino a 10 anni di reclusione. La società, operante sin dal 1991, aveva raggiunto al suo apice un giro d’affari di 3,6 milioni di euro ed impiegava ben
15 dipendenti, prima di essere dichiarata fallita dal Tribunale di Forlì a luglio del 2015, con un passivo accertato di oltre 4 milioni di euro verso banche, erario, dipendenti e fornitori.
Complessivamente l’indagine ha accertato come l’amministratore unico e socio di maggioranza, unitamente all’altra socia ed ex moglie ed a suo fratello, avessero nel tempo sottratto dal
patrimonio della società fallita disponibilità finanziarie, immobili e beni per un valore complessivo di più di 4 milioni di euro a favore di nuove società appositamente costituite e sempre
a loro riconducibili.


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