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E’ ripreso in tribunale a Reggio Emilia il maxi processo contro la ndrangheta in nella nostra regione. A sfilare questa mattina i testi di Augusto Bianchini

E’ ripreso dopo la pausa estiva il maxi processo contro l’ndrangheta in corso presso il tribunale di Reggio Emilia. A sfilare sul banco dei testimoni alcuni ex dipendenti della Bianchini costruzioni di san Felice Sul Panaro, il capitolo modenese più consistente di tutta l’inchiesta che ha scardinato il business della malavita organizzata nel cratere sismico e che vede un’intera famiglia di imprenditori alla sbarra per presunti affari con clan cutresi. II magistrati volevano verificare prima di tutto le dinamiche dell’azienda d come avvenivano i pagamenti, se tutto insomma si svolgeva secondo le regole, poi sono entrati più nel merito Alla domanda se fossero a conoscenza dei problemi della ditta con l’iscrizione alla white list, tutti hanno negato, o affermato di averlo appreso dalla stampa, o di aver saputo semplicemente di “problemi legali” che avevano bloccato l’attività dei cantieri. Poi è stato fatto un nome cardine del processo . La “Giglio srl”, società riconducibile a Giuseppe Giglio già condannato a 12 anni di reclusione e ora collaboratore di giustizia, tra i fornitori della Bianchini per il servizio di autotrasporto di materiale inerte. “si, vedevamo i camion di Giglio nei cantieri hanno detto i testimoni, era una delle aziende a cui affidavamo i lavori di movimentazione terra”. Un processo fiume Aemilia che rischia di diventare un ‘colossal’ infinito della giustizia italiana per il numero di imputati, testimoni e quantità di materiale per questo il tribunale ha deciso di metter dei paletti alle scadenze per la trascrizione delle migliaia di intercettazioni e per le aggiunte chiesta dalla difesa. Il presidente della Corte Francesco Maria Caruso che, dopo la pausa estiva ha per prima cosa convocato i periti per fare il punto della situazione, è stato chiaro “l’attivita’ istruttoria si sta avviando alla conclusione -ha detto e deve concludersi”


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