in:

Arriva il Napoli, che la passata stagione ha battuto i rossoblù la bellezza di dieci reti a due in centottanta minuti complessivi.

Inutile rivangare tutte le statistiche, che sono arcinote: due punti contro le prime otto del campionato la stagione scorsa e quattro sconfitte casalinghe in fila tra febbraio e marzo con Napoli, Milan, Inter e Lazio. Tradotto in numeri: due punti conquistati su 48 totali (tra andata e ritorno) a disposizione. Una miseria sufficiente a chiedere, anzi pretendere una decisa inversione di marcia e tendenza fin da domenica prossima, con il primo appuntamento del nuovo campionato che metterà di fronte il Bologna ad una di queste squadre che (nella stagione 2016/17) gliele ha suonate senza pietà. Arriva il Napoli, che la passata stagione ha battuto i rossoblù la bellezza di dieci reti a due in centottanta minuti complessivi. E se è chiaro che non si può imporre agli uomini di Donadoni di fare tre punti contro i partenopei, sarà altrettanto lecito quantomeno pretendere di andarsela a giocare col coltello tra i denti, evitando di farsi travolgere nel primo quarto d’ora e mantenendo vivo il punteggio fino alla fine, lottando. Confidiamo che questi mesi siano serviti per imparare la lezione (o, meglio, l’umiliazione dell’1-7). Perché la crescita passa anche da partite come queste, difficili, impossibili, ma giocate cercando di strappare applausi. Perché se giocare alla pari con il Napoli potrebbe anche non bastare, con altre formazioni di fascia alta forse il risultato lo si potrebbe conseguire. Il riferimento voluto è alla Fiorentina, che il Bologna affronterà sette giorni più tardi. Fare bene al Franchi, seppur contro una viola in fase di rodaggio, farebbe ben sperare sulla maturità di questo Bologna che ora si gode le parti alte della classifica ma che tra un mese potrebbe essere di nuovo risucchiato nelle zone meno nobili della graduatoria. Il Bologna è pertanto atteso da tre sfide sulla carta proibitive (comprendendo anche il turno infrasettimanale con l’Inter), ma tra il difficile, l’impossibile e il possibile c’è di mezzo l’atteggiamento del Bologna. Fare qualche punticino in queste sfide riconsegnerebbe alla piazza un Bologna più maturo, che ha imparato dai propri errori, che è riuscito a crescere dopo un ultimo anno di tormenti. E se una volta si consigliava addirittura a Saputo di non venire perché avrebbe portato sfortuna, ora lo si prega in ginocchio affinché torni. Lo farà quasi certamente con l’Inter, ma uno scalpo non può dipendere dalla presenza o meno del proprietario: sono i tifosi coloro a cui bisognerebbe rendere conto in questi casi. Nella fattispecie dopo aver subito un sette a uno.


Riproduzione riservata © 2017 TRC