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Legambiente ha presentato dati allarmanti circa lo stato delle popolazioni di fauna selvatica cacciabile a causa del perdurare del pesante stato di siccità ed altissime temperature

Legambiente, con una lettera inviata al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ed agli
Assessori all’agricoltura, Simona Caselli e all’ambiente, Paola Gazzolo, chiede alla giunta dell’Emilia-Romagna di deliberare con urgenza il posticipo della stagione venatoria fino almeno al
primo ottobre 2017. Una richiesta che segue quella già fatta lo scorso 19 agosto, ma che oggi diventa ancora più urgente anche alla luce della nota emessa da Ispra, inviata a tutte le Regioni
ed al Ministero dell’Ambiente, che supporta con inoppugnabile parere tecnico la proposta dell’associazione, presentando una serie di dati allarmanti circa lo stato delle popolazioni di
fauna selvatica cacciabile e non a seguito del perdurare del pesante stato di siccità ed altissime temperature. Ispra indica alle Regioni una serie di provvedimenti
cautelativi che, improntati al principio di precauzione, si rendono necessari per limitare i danni ed impedire che la imminente stagione venatoria peggiori ulteriormente la
situazione, determinando irreversibili squilibri faunistici su popolazioni cacciabili già stremate.
L’associazione chiede nello specifico, oltre al posticipo generale al 1 ottobre per la caccia alla selvaggina stanziale ed alla selvaggina migratoria, anche la sospensione delle
preaperture in corso e la sospensione dell’addestramento cani. “Ricordiamo – conclude Legambiente – che l’esercizio dell’attività venatoria è consentito dalla legge purché non
contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica. Siamo certi che la Giunta non potrà ignorare il grave stato di emergenza faunistica in corso, deliberando quindi quelle
restrizioni all’esercizio dell’attività venatoria, come chiaramente evidenziato nella nota di Ispra”.


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