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Domani è il giorno di quello più temuto: medicina. Solo uno su 9 riuscirà ad accedere al corso di laurea.

Nel momento in cui le città si ripopolano e le ferie finiscono, volge al termine per tanti ragazzi anche l’estate della maturità, da sempre quella più agognata e più intensa ma destinata a concludersi infrangendosi contro lo scoglio dei test d’accesso all’università. E anche all’Alma Mater quella che sta per cominciare sarà la settimana dedicata alle prove di ammissione alle diverse facoltà, medicina in testa. Sono 3161 gli iscritti che domani in fiera si contenderanno i 355 posti disponibili. Ce la farà solo 1 su 9. E alla vigilia arriva quindi l’in bocca al lupo del rettore Francesco Ubertini, che sottolinea come Bologna sia estranea ai problemi della Statale di Milano, costretta da un pronunciamento del Tar ad annullare i test nella facoltà umanistiche, e anzi rilancia con un’importante novità per i futuri medici. Intanto in Ateneo non sembra ancora destare preoccupazione lo sciopero dei docenti sugli scatti stipendiali. Gli esami, come auspicato da Ubertini la scorsa settimana anche in una lettera inviata ai professori, non ne stanno risentendo. E sull’agenda di Ubertini è cerchiato in rosso il prossimo primo ottobre, data di arrivo in città di Papa Francesco, che incontrerà anche il mondo universitario in piazza San Domenico.

 

E nel frattempo questa mattina è andata in scena sotto la sede della Regione, in viale Aldo Moro, la protesta dei futuri specializzandi di Medicina, che si sono dati appuntamento per un presidio dal titolo “O la borsa o la vita”, organizzato in contemporanea anche in Lazio, Piemonte e Toscana. Sono infatti oltre 17.000 i laureati in tutta Italia che aspettano da mesi di sapere i criteri di accesso e selezione per le scuole di specializzazione. Sembra che le borse saranno al massimo 6.000, un terzo di quante servirebbero. “Dal 30 aprile stiamo aspettando il bando, che non è ancora stato pubblicato”, hanno detto i manifestanti, che chiedono alla Regione Emilia-Romagna di attivarsi per garantire un numero di borse di studio adeguato, sopperendo così al ritardo statale. Ed evitando così, di fronte al pensionamento previsto per molti medici, di mettere a rischio il ricambio generazionale. La protesta verrà replicata domani, a livello nazionale, a Roma

 


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