in:

Rinvenuto in una sepoltura preistorica in Puglia ha permesso agli studiosi di ricavare dei dati anche sullo stato di salute della madre, agli ultimi mesi di gravidanza

Ricavare informazioni sulla vita preistorica è possibile, anche in presenza di un feto di 27mila anni fa. Nasce tutto da una grande scoperta a cui ha partecipato, in prima fila, anche l’Università di Modena e Reggio Emilia, ovvero l’analisi svolta sugli incisivi da latte di un bambino ancora nel grembo materno, ricerca che ha consentito di ricavare dati sullo stato di salute anche della madre. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “Scientific Reports”, realizzato per l’Università La Sapienza e reso possibile da sofisticate tecniche di analisi messe a punto dai geochimici Unimore. Sono loro (in collaborazione con Bologna e Ferrara) ad aver studiato le abitudini quotidiane di una giovane donna di 580mila anni fa attraverso un dente da latte del suo bambino (il più antico mai ritrovato in Italia). I resti provengono da una sepoltura in Puglia. Così un semplice dente è diventato la testimonianza di vite risalenti a 580mila. Uno studio incredibile che porta la firma di un giovane ricercatore Unimore, Federico Lugli studente del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche, la cui attività scientifica si concentra allo studio isotopico ed elementare di resti ossei e dentali umani del passato. Nello studio i ricercatori presentano la composizione dello smalto del campione dentale, risalente al Pleistocene Medio. I dati ottenuti dalle analisi sono stati confrontati con quelli della geologia locale e di animali della zona (ritrovati nel sito archeologico), permettendo di ipotizzare che la donna gravida di Isernia fosse molto probabilmente stabile localmente (entro un raggio di circa 10 km) forse proprio per motivi legati alla gravidanza. Uno studio che è rilevante non solo per i risultati scientifici ottenuti, ma anche per il carattere multidisciplinare che lo contraddistingue poiché combina avanzate tecniche di indagine geochimiche con studi archeologici e antropologici. Ora si tratta di estendere nello spazio e nel tempo questo incredibile studio – hanno commentato studiosi e docenti, chissà quali altre sorprese ci attendono


Riproduzione riservata © 2017 TRC