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La Regione ha stanziato 600 mila euro per destinarli ad alloggi per richiedenti asilo. Ma in provincia di Modena i 9 beni confiscati non sono ancora stati assegnati alle amministrazioni

La Regione Emilia Romagna spinge per destinare alcuni immobili confiscati alla mafia alla sistemazione di richiedenti asilo e sfollati da case sgomberate. E lo fa stanziando 600mila euro per una sistemazione d’emergenza dei beni. Resta da capire quali di questi immobili siano già stati assegnati agli enti locali e pronti per il riutilizzo (e quindi ai lavori di ristrutturazione per rispondere all’emergenza dei profughi) poiché molti sono ancora bloccati in qualche passaggio dell’iter burocratico dell’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla malavita. In provincia di Modena i beni sono 9, 2 a Modena, Formigine, Maranello e Nonantola, uno a Castelfranco. I sindaci dei comuni della provincia non sono ancora entrati in possesso dei beni, ma hanno già idee chiare in mente per il riutilizzo, con progetti al vaglio da anni, e nessuno prevede l’accoglienza di profughi. “Anche perché – dice Federica Nannetti, sindaco di Nonantola – bisogna rispettare le specificità del territorio. E in un comune come quello di Nonantola, al momento, non c’è un’emergenza alloggi per i profughi, e ci preme di più creare uno spazio dedicato alle donne che hanno subito maltrattamenti”. A Nonantola i beni confiscati sono due, una palazzina con 5 appartamenti ben rifiniti e un terreno edificabile, sul quale l’amministrazione vorrebbe costruire la nuova caserma dei Carabinieri, un’opera che avrebbe un forte valore simbolico. Ma il doppio progetto è fermo al palo poiché i beni sono al centro di due procedimenti penali in corso.
Restano in attesa, nonostante varie lettere di sollecito, anche Maranello e Formigine. A Maranello ogni progetto sulla villetta che era di proprietà della famiglia Pelaggi (si era parlato anche qui di un centro per donne vittime di violenza), è fermo per questioni di ipoteche e crediti con le banche. A Formigine l’amministrazione non vedrebbe l’ora di utilizzare i due appartamenti confiscati, per restituirli alla collettività facendone una sede per servizi sociali per le famiglie. Più avanzato invece il percorso a Castelfranco. Ormai prossimo all’assegnazione al comune l’immobile in via Agnini, nel quale l’amministrazione vorrebbe, insieme al presidio territoriale di Libera, creare una casa della legalità. Progetti bloccati, ma tutti già pensati e pronti per essere messi in atto, e nessuno contempla la destinazione ai richiedenti asilo. “Bene i soldi stanziati dalla regione, ma bisogna fare una verifica coi comuni per valutare caso per caso” ha commentato il senatore del Pd Stefano Vaccari, che in qualità di membro della commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie ha annunciato che il nuovo codice antimafia, che dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane, snellirà e velocizzerà i passaggi tra sequestro, confisca e assegnazione.
Per Valentina Mazzacurati di Forza Italia destinare ai profughi beni confiscati alla mafia non può essere una soluzione. “Regione e provincia di Modena hanno fatto il loro, sono sull’orlo del collasso e non possono più ospitare richiedenti asilo. Questi beni confiscati – afferma l’esponente modenese di Forza Italia – andrebbero destinati ad altri scopi, come famiglie italiane in difficoltà e spazi ricreativi per giovani”.


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