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L’abbandono delle tartarughe una volta cresciute sta creando problemi alla tartarughe nostrane. Comune e Università hanno avviato uno studio

Sono più colorate, vistose e anche più forti di quelle nostrane e, nel corso degli ultimi trent’anni, hanno colonizzato i laghetti e gli stagni dei parchi urbani modenesi. Sono le tartarughe esotiche, appartenenti alla specie della testuggine palustre dalle orecchie rosse o dalle orecchie gialle provenienti dal Nord America. Sono arrivate nei parchi dopo essere state acquistate da tenere in casa e poi, una volta cresciute, liberate, per la scorretta abitudine di disfarsene. Queste specie esotiche si adattano bene ai nostri habitat ma provocano notevoli squilibri a carico della fauna autoctona, in particolare della testuggine palustre nostrana un tempo assai diffusa nella pianura modenese e ormai ridotta a poche esigue popolazioni isolate.
Ora le tartarughe sono oggetto dello studio e del censimento avviato dal dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Modena e Reggio Emilia in accordo con il settore Ambiente del Comune di Modena. Ovviamente è bene ricordare che proprio per limitare i danni che questa specie arreca alla fauna locale è vietato liberare la fauna esotica (come dispone l’art.8 della Legge regionale 5/2005). Chiunque abbia necessità di collocare tartarughe di questo genere può ottenere informazioni dall’Ufficio diritti animali del Comune di Modena.


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