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La lente d’ingrandimento del Governo è puntata sulle irregolarità nella costruzione degli edifici crollati per un sisma di appena quattro gradi di magnitudo

Edifici costruiti con pietra locale, non sagomata, spesso friabile; molte volte rialzati di uno o anche due piani senza autorizzazioni specifiche; edificati, in altre parole, ignorando quasi completamente le norme di legge e anche quelle del buonsenso. E’ questo il quadro che emerge dalla tragedia di Ischia, dove due donne sono morte e tre bambini sono stati salvati per miracolo a conseguenza di un sisma di magnitudo 4.0, entità che ha lasciato di stucco chi in Emilia ricorda le scosse ben più forti che fecero strage in alcune fabbriche, ma quasi mai nelle case. Chi a Modena si occupa oggi di ricostruzione, e allora fu coinvolto nei numerosi sopralluoghi, non ha dubbi. Nel frattempo uno studio ISTAT sui fabbricati dell’Emilia-Romagna rileva che circa il 90% degli edifici ad uso civile sarebbe troppo datato per essere in linea con le attuali norme antisismiche. Dato che tuttavia non dimostra necessariamente la loro inadeguatezza o addirittura la loro pericolosità.

 


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