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“L’Italia prossimo obiettivo”. Così scrive l’Isis su Telegram. Ci si interroga sempre più su come proteggere le nostre città

L’Europa e il Mondo sono ancora sotto shock dopo che giovedì pomeriggio il terrore dell’Isis ha seminato morte sulla Rambla di Barcellona. 14 le vittime, tre di origine italiana. La polizia sta dando la caccia alla cellula composta secondo gli investigatori da 12 giovani radicalizzati di origine marocchina che vivevano nella cittadina catalana di Ripoll. Sette uccisi, quattro arrestati, mentre è caccia al presunto attentatore della Rambla, fuggito probabilmente in Francia. E ancora una volta di fronte all’odio e al terrore si fatica a trovare le parole. Secondo gli investigatori la cellula jihadista voleva colpire la Sagrada Familia, simbolo di Barcellona, mentre su Telegram l’Isis avverte che il prossimo obiettivo sarà l’Italia: strade, monumenti, piazze, chiese. L’elenco degli obiettivi sensibili si allunga: ci si interroga anche sui nostri centri storici. In via Emilia a Modena, la vasca del sabato pomeriggio è zona a traffico limitato, accessibile a residenti, taxi, bus e ambulanze, insomma è ancora aperta. La questione è aperta, proteggere il cuore della città tanto da renderlo completamente pedonale?


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