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Semaforo verde per la demolizione di Villa Salus. L’abbattimento è la prima fase del progetti di riqualificazione della struttura abbandonata da anni che diventerà un centro per accogliere migranti.

Il progetto di riqualificazione di Villa Salus la struttura di via Malvezza di proprietà del Comune di Bologna, inutilizzata da molti anni e oggetto più volte di occupazioni abusive, entra nel vivo. E’ arrivato infatti l’atteso via libera alla demolizione, che è la prima fase del progetto di recupero che vale circa 6,3 milioni di euro per 36 mesi. Palazzo d’Accursio ha vinto un bando europeo per trasformare Villa Salus in un centro interculturale per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti. I lavori di abbattimento della struttura, dal costo di 500.000 euro dovrebbero durare 120 giorni e riguarderanno l’edificio principale della villa, che sarà poi ricostruito con dimensioni più contenute rispetto a prima (da 6.200 a 2.400 metri quadrati). «I rilievi e gli studi preliminari effettuati sull’intero complesso di Villa Salus- si legge nell’atto del settore Edilizia di Palazzo D’Accursio – hanno evidenziato la non praticabilità della ristrutturazione dell’immobile esistente, a causa di numerosi vincoli e impedimenti di carattere strutturale e ambientale». Questo ha fatto «propendere per la completa demolizione del fabbricato e la sua successiva ricostruzione con sistemi e tecnologie attuali, in linea con le esigenze dell’amministrazione per quanto attiene al contenimento energetico». Una parte della villa invece non sarà abbattuta e il Comune conta di poter utilizzare questi spazi per le prime attività già a metà dell’anno prossimo. In tutto, demolizione e ricostruzione di Villa Salus dovrebbero costare intorno ai 3,5 milioni di euro. I cantieri dovrebbero partire in settembre.


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