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Era inevitabile le queste immagini suscitassero sdegno e il Comune ha deciso di procedere in emergenza per il Braglia

Era inevitabile le queste immagini suscitassero sdegno non solo nei cuori dei tifosi, ma anche nel cuore di chi dello Stadio Alberto Braglia è proprietario e principale investitore. Le spighe di grano, la gramigna infestante, le chiazze aride e ormai pressoché irrecuperabili di un manto erboso eccellente completato appena due anni fa, ma anche gli arredi sottratti o degradati, le chiazze vastissime di umidità e quant’altro di orribile abbiamo documentato nello stadio cittadino, hanno spinto il Comune ad accelerare i tempi perché si compia un intervento d’emergenza. Che inizierà subito dopo Ferragosto, informa il Comune dopo un esame delle nostre immagini e a seguito dell’atto pubblico dello scorso 3 agosto in cui si dava mandato ai dirigenti di rendere operativa ogni azione contro il degrado della struttura, a partire dalla revoca attuativa della convenzione col Modena Calcio. L’intervento straordinario già approvato per un importo di 100mila euro seguirà a stretto giro il sopralluogo sul prato in sfacelo, mentre sul fronte dell’impiantistica – riparazioni alla rete idrica e opere eccezionali di pulizia – come visto ieri si è già cominciato. I primissimi interventi riguarderanno la rimozione delle erbe secche, la trasemina delle nuove, eventuali sfalci e l’esame della vegetazione impropria per valutare la possibilità di danni a lungo termine o irreversibili. Concimazione, aerazione superficiale e altri trattamenti seguiranno, per un periodo di circa due mesi. Si sposta dunque ben oltre il termine annunciato del 3 settembre la data minima perché qualcuno – non il Modena, secondo Piazza Grande –  torni a fruire dell’impianto. Solo tra alcune settimane un nuovo sopralluogo di medio termine ci dirà se il prato del Braglia potrà essere salvato, e in che tempi.


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