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Con il caldo continua a peggiorare la situazione della rete idrica modenese. Aiutandoci con un drone abbiamo ripercorso per un tratto Secchia e Panaro

Giganti stanchi e assetati, dall’alto in queste immagini realizzate per noi da un drone, la grande sete dei fiumi modenesi, arterie vitali per tutta la provincia, è più che evidente. Ripercorrendo il Secchia, dove ormai da diversi giorni è vietato fare prelievi per irrigare i campi agricoli vicini, è ben visibile lo stato di secca a valle della diga de La Veggia. Solo il rigagnolo che esce dalla condotta rifornisce quel che resta del fiume che si avvia verso Modena. Senza precipitazioni il fiume è sceso sotto al metro cubo di deflusso minimo vitale, quantità che garantisce all’ecosistema di sopravvivere. Il consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale ha iniziato a utilizzare gli invasi a monte, ma le riserve accumulate durante tutto l’inverno e la primavera non bastano.
Stessa situazione sul Panaro. Qui siamo a Marano e i sassi del fondale sono ben evidenti sotto la calura. Il fiume è a livelli molto bassi e lascia al sole alcune pozze di acqua ormai ferma. Sul Panaro, alcuni fa il caso, che vi abbiamo documentato, della moria di pesci per la mancanza di acqua sul letto del fiume. La temperatura è comunque troppo alta quanto il livello è così basso. A Casona, sotto il ponte di ferro, emerge persino un albero trascinato dalle piene durante l’inverno e rimasto pericolosamente di traverso. Senza piogge insomma se la siccità dovesse continuare, Panaro e Secchia, già messi a dura prova, peggioreranno ulteriormente. Come giganti assetati.


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