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La Virtus è entrata nella settimana in cui stabilirà budget e obiettivi. Dalle scelte societarie dipenderanno le ambizioni nell’anno del ritorno in serie A

Ancora qualche giorno per partire con la costruzione della nuova Virtus. Nel fine settimana l’incontro fra il presidente Bucci e gli azionisti darà il via al gran ballo del mercato, a cui la Segafredo si presenta con la volontà di essere protagonista, sia pure senza follie ma con l’idea di edificare a partire dalle fodnamenta il ritorno delle V ere nel basket che conta.
La certezza si chiama Stefano Gentile, unico dei contrattualizzati che al 100% farà parte del progetto futuro. Chance per Rosselli e Ndoja, e per Umeh e Lawson, tutti richiesti in A2 e con la posizione da valutare alla luce delle idee dello staff tecnico-dirigenziale, anche rispetto alle loro eventuali modalità d’impiego. Con il 5+5, 5 serviranno tre americani di gran qualità: playmaker, ala e centro titolari, consapevoli che il primo colpo sarà tra gli italiani con l’arrivo ormai dato per scontato di Pietro Aradori, da impiegare nel ruolo di guardia, in realtà ancora da discutere nella sostanza. Se ne riparlerà tra la fine di questa e l’inizio della prossima settimana, in ogni caso se l’affare non si chiudesse, considerando come il giocatore stia aspettando i bianconeri, sarebbe una sorpresa.
Qualche giorno ancora dunque, prima di definire strategie e obiettivi. Quello più o meno dichiarato attualmente prevede il raggiungimento dei playoff come step di crescita intermedio. Ma sarà naturalmente dalle scelte sul budget, e di conseguenza dei giocatori, che si stabiliranno le vere ambizioni


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