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Dirigenti e grandi ex della Virtus hanno portato l’ultimo saluto a Roberto Rimondini, lo storico medico sociale bianconero scomparso sabato scorso

Cinque ex presidenti, e tantissimi grandi interpreti del passato virtussino. Quelli che il dottor Roberto Rimondini poteva a buon ragione considerare i suoi ragazzi, e che si sono ritrovati soppra via Saragozza per l’ultimo saluto. Da Claudio Sabatini, particolarmente commosso il proprietario che l’aveva richiamato nelle annate successive alla primissima rinascita, dopo che il doc era arrivato a metà degli anni ’80 per trascorrere oltre un quarto di secolo con la V nera.
Vivendo i successi dell’epoca d’oro di Alfredo Cazzola, ma anche le vicende di altri numeri uno come Achille Canna, Romano Bertocchi e Renato Villalta, uno del gruppo dei grandi che finì sotto le sue amorevoli cure. Il sesto presidente, quello attuale cioè Alberto Bucci, aveva già mandato il suo saluto commosso nel comunicato della società, ed era assente per i motivi di salute che l’hanno trattenuto a Rimini. Rimondini è scomparso sabato all’età di 78 anni, colpito da un ictus che se l’è portato via a poca distanza dalla moglie Anna. Brunamonti, Bonamico, Coldebella, Binelli, Moretti, Frosini, assieme a diversi esponenti dell’ultima, sfortunata Virtus, e a tanti altri, si sono ritrovati per ricordarne la figura umana e generosa. Qualità unite alla grande discrezione che lo contraddistingueva. Schivo e riservatissimo, era il custode fedele dei segreti fisici, e non solo, dei giocatori bianconeri. Talmente sfuggente dai riflettori, che quando la società lo volle premiare un paio d’anni fa, convincerlo ad accettare il giro sul parquet fu una vera impresa. Da Sugar a Ginobili, passando per Danilovic, ha vissuto la seconda grandeur virtussina, rivelandosi un preziosissimo punto di riferimento per tutti. E oggi i suoi ragazzi sono arrivati da tante parti d’Italia per un omaggio che è sembrato doveroso.


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