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Taglio del nastro a San Giacomo Roncole per il nuovo stabilimento della BBG, l’azienda del biomedicale nella quale il 29 maggio 2012 morirono tre persone nel crollo causato dal sisma

Il 29 maggio del 2012, Davide Bernini è rimasto per due ore sotto le macerie della BBG di Mirandola, riportando lesioni alle gambe e salvandosi per miracolo; assieme a lui erano in trentuno, e per tre di loro non ci fu nulla da fare. Enea Grilli, socio dell’azienda; Vincenzo Iacono, dipendente, Eddy Borghi, collaboratore: uno perse la vita nel capannone, totalmente distrutto dal terremoto, due addirittura fuori, colpiti dai pannelli che cadevano. Oggi Davide sorride, assieme ai quaranta fra soci e lavoratori che la BBG sono riusciti a rimetterla in piedi. Il nuovo capannone di San Giacomo Roncole ha accolto i lavoratori già tre mesi fa, dopo un lungo periodo di ospitalità offerta dall’azienda partner RG. Oggi BBG ha otto dipendenti in più rispetto ai giorni del sisma, macchine tutte nuove per due milioni di euro e un capannone costato tre, anche grazie ai fondi ricevuti dalla Regione: nella fila d’onore c’è anche l’ex commissario Vasco Errani. E accanto i soci e i lavoratori che alimentano le speranze di un gioiello del biomedicale pronto a voltare pagina, ma non a dimenticare.


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