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Un percorso per dire no alla criminalità organizzata che culminerà il 21 marzo a Bologna con la giornata dedicata alle vittime della mafia

C’è più di un  simbolo, più di un pezzo di carta, di un mero riconoscimento astratto nella cittadinanza riconosciuta oggi a Nino di Matteo, il giudice che da anni combatte con coraggio la mafia tanto da esserne direttamente minacciato. Dietro alla mano stratta dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli c’è una provincia intera ancora stordita da un’inchiesta che ha sradicato un’organizzazione criminale proprio nella laboriosa terra emiliana, e l’appello di un uomo che ha fatto della lotta al crimine la sua missione di vita suona oggi ancora più significativo. Piazza Grande blindata, istituzioni ma anche tanti cittadini comuni per ascoltare il giudice di Matteo arrivato a Modena insieme al presidente di Libera Don Ciotti. Un percorso per dire no alla criminalità organizzata  che culminerà il 21 marzo a Bologna con la giornata dedicata alle vittime della mafia, perchè soltanto partendo dalla conoscenza e dalla condivisione si può cominciare a vincere.


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