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Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate è scattato in seguito alle segnalazioni delle fiamme gialle per mancata emissione di quattro scontrini fiscali dal 2007 al 2012

95 centesimi, meno del costo di un caffè. A Carpi mai cifra è stata più nominata, dopo il caso del Bar Romeo costretto a tre giorni di chiusura forzata dell’attività, con tanto di sigilli alla porta, per evasione fiscale dopo la visita della Guardia di Finanza. Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate è scattato in seguito alle segnalazioni delle fiamme gialle per mancata emissione di quattro scontrini fiscali dal 2007 al 2012. Scontrini che, secondo il proprietario del bar Paolo Brofferio varrebbero in tutto 20 euro e 50 centesimi per un’evasione totale, appunto, di poco inferiore ad 1 euro. Normale che il caso abbia già fatto il giro del web. Quello che divide l’opinione, leggi o no, è la cifra talmente irrisoria da far apparire la chiusura del bar come un provvedimento più che severo e a Carpi se ne continua a parlare. Sulla porta del Romeo un foglio scritto dai proprietari che racconta l’anomalia del caso e promette di offrire un caffè a tutti, accanto qualche post it con la solidarietà di alcuni clienti. Puntuale è arrivata anche la precisazione dell’agenzia delle entrate. Nessun atto persecutorio nei confronti del titolare – ha chiarito il Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna Antonino Di Geronimo – la sanzione non riguarda l’importo evaso ma il numero delle violazioni riscontrate.


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