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Il delitto, secondo Vinceti, potrebbe aver avuto anche altri mandanti: lo stesso Papa, Alessandro VI, Rodrigo Borgia

I grandi umanisti del ‘400 fiorentino, Pico della Mirandola e Agnolo Poliziano, furono fatti avvelenare dal segretario personale di Pico, Cristoforo da Casalmaggiore, su ordine di Piero de’ Medici, primogenito di Lorenzo il Magnifico, che odiava i due intellettuali per il loro sostegno al Savonarola che lo aveva cacciato da Firenze privandolo di tutto il suo potere politico. E’ la tesi sostenuta dall’indagatore di misteri della storia dell’arte e della cultura italiana, Silvano Vinceti, noto, tra le sue varie ricerche, per quella su Caravaggio e ora per dare la caccia alle spoglie della modella della Gioconda.

Lo studioso ha illustrato oggi, in una conferenza stampa a Firenze, gli esiti della sua indagine documentaria su ‘cold case’ quattrocenteschi. Come è emerso dall’analisi dei loro resti, effettuata dal Comitato per la valorizzazione dei beni culturali presieduto da Vinceti, i due intellettuali, che morirono entrambi nel 1494 a due mesi di distanza l’uno dall’ altro furono invece avvelenati con l’arsenico, la cui presenza fu riscontrata nelle spoglie in misura da 50 a 100 volte superiore a quella tollerabile dall’organismo umano. Il delitto, sempre secondo Vinceti, potrebbe aver avuto anche altri mandanti: lo stesso Papa, Alessandro VI, Rodrigo Borgia, nell’ambito della sua battaglia contro il Savonarola.


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