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Modificato nuovamente l’esame, e l’Aci avvia una riflessione: l’educazione stradale deve partire a scuola per sensibilizzare anche bici e pedoni.

Dal primo dicembre le regole sono cambiate: l’esame teorico per ottenere la patente prevede 750 quesiti in più tra i quali scegliere, argomenti più approfonditi e il requisito di una preparazione più completa. Tutto bene, non fosse che la normativa continua a cambiare e per gli aspiranti patentati è difficile starle in scia. E arrivano proposte per migliorare la preparazione complessiva degli utenti della strada, automobilisti e non: perché il bilancio sulle strade è ancora pesante e si può ancora migliorare. Il problema dell’educazione stradale andrebbe risolto a partire dalle scuole primarie, spiega Tempesta, con l’educazione fondamentale all’uso della bicicletta e la sensibilizzazione dei pedoni sul tema della sicurezza. Raccomandazioni che guadagnano forza all’indomani di un giorno tragico sulle strade modenesi, con un bilancio di due vittime. Un problema di risorse mal indirizzate, perché nei Comuni di tutta Italia il 50% dei proventi delle multe, che dovrebbe essere reinvestito in sicurezza stradale, viene in gran parte utilizzato per l’assunzione di ausiliari del traffico e non per attuare misure strutturali. Serve più chiarezza e serve più aggiornamento: per una legge che cambia continuamente, sostenere un solo esame per la patente ormai non basta più.


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