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Seminario dedicato a Centri interculturali tra migranti e nativi. In Regione convivono persone provenienti da 190 paesi

Luoghi di incontro tra persone migranti e native, dove è possibile esprimere partecipazione e cittadinanza attiva. Sono i Centri interculturali dell’Emilia-Romagna: a questi luoghi di mediazione e confronto tra culture è dedicato il seminario ‘Investire sulla diversità’, in programma sabato in Cappella Farnese (Palazzo d’Accursio), a partire dalle 9.30. Dopo i saluti del sindaco, Virginio Merola, interverrà l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi.

 

In Emilia-Romagna convivono persone provenienti da 190 Paesi; a dieci anni dal primo monitoraggio (era il 2003) verrà presentata la nuova indagine, promossa dalla Regione e realizzata dal Centro interculturale Massimo Zonarelli di Bologna in collaborazione con la rete dei Centri, sulle esperienze realizzate e sui possibili intrecci con il lavoro dei gruppi giovanili. Un’occasione, quella di sabato, per riflettere e confrontarsi sui primi dati contenuti nella nuova ricerca, tutt’ora in corso, che prende in considerazione il lavoro dei 17 Centri interculturali monitorati nel 2013, a cui fanno da sfondo le esperienze di alcune realtà operanti, in passato, che hanno recentemente sospeso le attività.

 

L’idea della nuova ricerca – spiega la Regione – è nata dalla rete regionale proprio con l’obiettivo di avviare una riflessione su come sono cambiati i Centri interculturali in questi anni, capire a chi si rivolgono e quali servizi erogano oggi, oltre a individuare le nuove urgenze e valutare in quali direzioni occorra lavorare. Lo scenario è indubbiamente molto cambiato rispetto a 10 anni fa, quando i Centri erano ancora esperienze pilota di supporto alle pubbliche amministrazioni per rispondere prevalentemente ai bisogni ‘primari’ legati alla fase emergenziale dell’immigrazione. Oggi la presenza di persone provenienti da diverse aree geografiche e culture è un fatto costitutivo di tutte le province dell’Emilia-Romagna; questo non solo ha prodotto un’evoluzione delle attività dei Centri, una loro specializzazione e differenziazione, ma pone anche alcune questioni fondamentali legate alla funzione attuale dei Centri interculturali, alle loro connessioni con le politiche locali, agli intrecci tra le attività che le diverse realtà portano avanti e alle loro prospettive future.


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