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Lo rivela l’Asaps, Associazione sostenitori amici della Polizia stradale. Notevole la ‘trasgressione’ al femminile, anteprima su Forlì

L’Asaps, Associazione sostenitori amici della Polizia stradale, sta per presentare il primo monitoraggio nazionale sull’uso del cellulare alla guida, definita la ‘Sbornia del terzo millennio’. Ad eseguirlo sono stati referenti e volontari dell’associazione, che qualche settimana fa ha lanciato la campagna di sensibilizzazione ‘Un messaggio a volte ti accorcia la vita’. L’osservazione è avvenuta in diverse città, fra cui Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo ma anche Forlì, i cui dati sono stati anticipati oggi. I veicoli presi in esame sono stati 3.500, e i conducenti trovati alla guida con il telefonino 554, il 16% del totale. La media – anticipa l’Asaps – appare di poco superiore a quella nazionale.

Un dato a sorpresa riguarda i conducenti di sesso femminile: dei 554 ‘telefonisti’ al volante le donne sono state 144, il 26%. “Una cifra significativa e forse inaspettata – commenta il presidente dell’Asaps, Giordano Biserni – se si considera che il numero complessivo delle conducenti è certamente inferiore a quello dei conducenti di sesso maschile. La media che riguarda le donne è fra le più alte registrate nelle restanti città italiane e la maggior parte di queste sono state accertate nella fascia serale, quando forse le conducenti sono dirette verso casa dopo una giornata di lavoro. Punte elevate anche nell’orario prescolastico. I conducenti maschi sono stati 410, il 74% del dato complessivo, che rimane pur sempre una percentuale piuttosto alta in relazione al numero dei conducenti presi in esame”.

L’osservazione non ha riguardato solo l’utilizzo vocale del telefono, ma anche l’abitudine di riceve ed inviare sms. “Questo imprudente fenomeno, anche alla luce dei risultati del nostro monitoraggio, può giustificare – rileva Biserni – l’alta sinistrosità italiana legata alla distrazione e a particolari e significative violazioni fra cui la mancata precedenza, la distanze di sicurezza e l’omessa fermata al semaforo rosso. La spiegazione, da oggi potrebbe essere molto più semplice di quel che si pensi”.


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