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E’ morto ieri sera Nelson Mandela, il leader sudafricano contro l’apartheid è deceduto all’età di 95 anni. Secondo il ministro modenese Cècile Kyenge i suoi insegnamenti sono stati un grande esempio indelebile

Un uomo può cambiare la storia di un paese. Mandela, come Gandhi e Marthing Luther King. Il padre della lotta contro l’apartheid in Sud Africa, Nelson Mandela, è morto ieri sera. Premio Nobel per la pace nel 1993, è scomparso all’età di 95 anni. A darne notizia è stato il presidente del Sudafrica, Zuma, che ha annunciato la scomparsa in un discorso televisivo e ha dichiarato il lutto nazionale. Madiba, soprannome che deriva dal suo clan di appartenenza, si è spento a Johannesburg. Imprigionato a causa delle sue idee di uguaglianza tra i cittadini, divenne il primo capo di Stato Sudafricano di colore nel 1994.

 

Da allora non si stancò mai di instaurare dialoghi di pace con i grandi della terra e personaggi della cultura. Nel 1996 incontrò a Città del Capo anche Luciano Pavarotti, impegnato in Africa per un concerto dei Tre Tenori. Oggi tutto il mondo ricorda la figura di un uomo che per sempre lascerà i suoi insegnamenti. Il ministro modenese Cécile Kyenge sottolinea l’indelebile insegnamento di Mandela. E gli ideali di Nelson Mandela hanno segnato anche le nuove generazioni. Chi, come Giovanni Cantele, che ha passato parte della sua vita in Sud Africa e oggi vive a Modena, racconta anche le conseguenze dell’apartheid.

 

E mentre Firenze già da tempo ha intitolato un Forum a Nelson Mandela, a Modena il sindaco Giorgio Pighi, dopo la morte del leader sudafricano che ha sconfitto l’apartheid e fatto vincere la democrazia, ha annunciato l’intenzione di dedicargli uno spazio pubblico. Intanto il Comune di Fiorano ha esposto oggi le bandiere listate a lutto in memoria di Mandela.


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