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Rinvio a giudizio per truffa aggravata nei confronti di Zoia Veronesi, la segretaria storica dell’ex numero uno del Pd. Secondo il pm venne pagata dalla Regione mentre lavorava a Roma

Il pm di Bologna Giuseppe Di Giorgio ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata nei confronti di Zoia Veronesi, la segretaria storica di Pierluigi Bersani, e Bruno Solaroli, l’ex capo di gabinetto del presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani. Lo scrive Il Resto del Carlino, specificando che si tratta di un passaggio ampiamente atteso dopo gli avvisi di fine indagine inviati a settembre.

 

Secondo la Procura, Zoia Veronesi percepì indebitamente dalla Regione, di cui era dipendente, circa 140mila euro di stipendio per svolgere a Roma l’incarico di raccordo con il Parlamento dal 2008 al 2010. In realtà, per il pm, Veronesi lavorava ‘solo’ per Bersani. La segretaria si è poi dimessa da viale Aldo Moro ed è stata assunta dal Pd. L’inchiesta, ricorda il Carlino, nacque da un esposto dell’ex deputato finiano Enzo Raisi e Bruno Solaroli risponde della truffa perché fu lui a creare l’incarico di Zoia.


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