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Il Sappe di Modena denuncia i problemi legati al nuovo padiglione della Casa circondariale Sant’Anna, che per il sindacato va chiuso immediatamente

L’immediata chiusura del nuovo padiglione della Casa circondariale Sant’Anna di Modena. Lo chiede il Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, che parla di gravi rischi per la sicurezza dell’istituto e gravi danni strutturali della nuova ala. A pochi mesi dall’inaugurazione, sono necessari – denuncia il sindacato – lavori di ristrutturazione: manca l’acqua calda, scrive il Sappe e anche il materiale per l’igiene personale arriva con qualche ritardo. Per questo si chiede la chiusura del nuovo padiglione, questione non semplice che prevederebbe il trasferimento delle 200 persone lì detenute. Problemi che tra l’altro si ripercuotono sul lavoro dei poliziotti penitenziari, impegnati a limitare le proteste dei carcerati. E qui si aprono altre questioni: l’organico degli agenti di sorveglianza, nei numeri ancora esiguo, e mezzi vetusti e fatiscenti. E’ vero – continua il Sappe – erano arrivati rinforzi per il nuovo padiglione, effetto che si è annullato tra pensionamenti e corsi di aggiornamento che hanno impegnato diversi agenti. Sant’Anna ma non solo: la Casa di lavoro di Saliceta San Giuliano è in stato di abbandono – insiste la segreteria provinciale del Sappe. Il sisma ha reso inagibile la struttura di via Panni, nelle stanze della caserma e nell’alloggio del comandante di reparto bivaccano immigrati e balordi. Lo stesso degrado anche all’ex carcere di San Eufemia, in centro a Modena. Qualche giorno fa una bonifica e dentro è stato trovato di tutto, anche refurtiva e materiale rubato nel dipartimento di lettere dell’università che fa parte dell’ex struttura carceraria. L’ultima considerazione è proprio per Sant’Eufemia “da oltre 20 anni non si conosce la destinazione finale dell’istituto che adesso è stato occupato dai centri sociali del Guernica”.


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