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La Mapei di Giorgio Squinzi si è aggiudicata l’asta per l’assegnazione dello stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia, superando di 100 mila euro l’offerta della società di casa. Fra dieci giorni saranno ammessi nuovi rilanci

I giochi sono fatti. Da questa mattina lo stadio di Reggio Emilia è di proprietà della Mapei di Giorgio Squinzi, che nel corso dell’asta in tribunale davanti al giudice Luciano Varotti e al curatore fallimentare Adolfo Barbieri, ha presentato un’offerta di 100 mila euro superiore a quella iniziale di Football Properties, la società costituita dal presidente della Reggiana Alessandro Barilli e partecipata anche dal Comune di Reggio Emilia. I rappresentanti della città del Tricolore hanno offerto 3 milioni e 650 mila euro, pari alla base d’asta. La Mapei ha rilanciato di 25 mila euro e lo ha fatto nuovamente di altri 50 mila euro dopo che Barilli aveva a sua volta alzato la posta di 25 mila euro. Per 3 milioni e 750 mila euro l’impianto è stato assegnato alla Mapei, anche se si tratta di un provvedimento provvisorio. Tra dieci giorni saranno infatti ammessi ulteriori rilanci, anche se la parte sassolese resta, salvo clamorosi sviluppi, in vantaggio su quella reggiana, che si trova ora di fronte all’impresa quasi impossibile di dover contrastare sul fronte economico il colosso guidato dal presidente di Confindustria.
Una mossa, quella di Giorgio Squinzi, arrivata a sorpresa un paio di giorni fa, con il risultato di far saltare un banco in cui si ipotizzava stesse giocando soltanto la società reggiana. Per legge, una volta trascorsi dieci giorni, è possibile fissare una nuova asta, ma le nuove offerte dovranno essere obbligatoriamente maggiorative del 10% rispetto al valore di base dell’asta. Tutto lascia pensare che Mapei e Sassuolo siano vicinissimi al risultato, ma Reggio Emilia non ci sta e non è da escludere che si trovi il modo di unire le forze per rispondere colpo su colpo.


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