in:

Si parla di rapporti intimi con alcune studentesse, favoritismi e forse anche droga. Dionigi assicura di essersi subito attivato. “Se anche un decimo di quanto viene scritto è vero, sarebbe gravissimo”

Se anche solo un decimo è vero di quanto si scrive, “sarebbe gravissimo”. Arriva la pesante censura di Ivano Dionigi, rettore dell’Alma Mater di Bologna, sul caso della Scuola di specializzazione di Psichiatria, dove il professore Alessandro Serretti è al centro di un esposto firmato da circa 25 specializzandi recapitato alla Procura. Le accuse, come riferisce oggi il “Corriere di Bologna”, parlano di rapporti intimi con alcune studentesse, favoritismi e forse anche droga con una “corte” di fedelissimi stretta intorno al docente.

 

“Appena sono venuto a conoscenza dei fatti – spiega questa mattina il rettore, a margine dell’inaugurazione del nuovo studentato Fioravanti – mi sono subito attivato e, vista la rilevanza e la delicatezza del caso, ho trasmesso subito a chi di dovere”. Poi aggiunge: “Se anche un decimo di quanto viene scritto è vero, sarebbe gravissimo. Attendo l’esito delle indagini da parte della magistratura”. Al momento, il professore sarebbe ancora in cattedra: tecnicamente, infatti, l’Università deve aspettare che vengano notificati atti o rilievi di carattere penale da parte della magistratura, per poi attivare l’iter in commissione disciplinare.

 


Riproduzione riservata © 2018 TRC