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Iren, che ha realizzato l’impianto, chiede la proroga dell’esercizio provvisorio. Il motivo ufficiale è la messa in funzione del sistema di essiccazione dei fanghi. Ma il Comitato gestione corretta rifiuti ha dubbi sulle emissioni

Il contestato inceneritore di Parma entrerà in funzione a pieno regime con un leggero ritardo rispetto alle previsioni iniziali. La stessa Iren che ha realizzato l’impianto, ha chiesto una proroga della fase di esercizio provvisorio fino a gennaio 2014, che è stata accolta dalla Provincia. L’avvio e la messa a regime non sarà quindi nel 2013, ma solo dopo il 19 gennaio. Il motivo ufficiale del ritardo la messa in funzione del sistema di essiccazione dei fanghi. Intanto però, secondo il Comitato gestione corretta rifiuti, dal 28 agosto scorso (quando l’impianto è entrato in funzione) si sono riscontrati già 20 sforamenti. Il dato anomalo però, a giudizio dell’associazione ambientalista è “che Iren dichiara sforamenti anche a giugno e luglio, quando l’impianto era spento. Il Gcr quindi chiede delucidazioni e solleva una serie di interrogativi. “Quando l’inceneritore sfora i limiti emissivi c’è un sistema che lo blocchi istantaneamente?”. E “Come mai nei monitor, spesso spenti, non sono indicati i limiti emissivi così da poter valutare la proporzione con le emissioni effettive?”. Intanto per quanto riguarda il cantiere di Ugozzolo, una recente determina comunale ha dato il nulla osta all”avvio delle opere per mitigare il rischio sismico.


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