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“Atto dovuto”, dicono in Regione sulla vicenda sollevata dall’ospedale relativa alla ripartizione dei finanziamenti pubblici operata a Bologna.

Caso Hesperia, la procura di Bologna ha chiesto oggi alla regione le carte sulla concessione dei fondi agli ospedali privati. In giugno la clinica modenese, acquistata nel 2000 dal gruppo Garofalo, aveva denunciato al tribunale di Roma presunte irregolarità nella ripartizione dei finanziamenti pubblici. In particolare, la regione Emilia-Romagna avrebbe comprato da altri ospedali privati accreditati, concorrenti di Hesperia, molte più prestazioni di quelle effettivamente erogate. In tal modo, denunciano i legali del gruppo Garofalo, Hesperia sarebbe stata danneggiata subendo limitazioni al proprio budget. Da qui l’esposto contro il presidente regionale Vasco Errani, l’assessore alla sanità Carlo Lusenti e il direttore generale dell’assessorato Tiziano Carradori. L’assessore alla sanità Carlo Lusenti respinge le accuse, definendole false e diffamatorie. “La richiesta della procura -continua l’assessore- è un atto dovuto e ci permetterà di chiarire definitivamente la trasparenza delle procedure. Chi ci accusa -conclude Lusenti- dovrà risponderne nelle sedi opportune”. In Emilia-Romagna la cardiochirurgia privata di alta specialità, campo in cui eccelle la clinica modenese, beneficia di circa 60 milioni di euro l’anno di fondi regionali: 42 al gruppo Sansavini, proprietaria di 3 strutture a Bologna, Reggio e Ravenna, e 17 all’Hesperia.


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